09.02.2014

Armin Zöggeler scrive la storia dell'Olimpiade

Armin Zöggeler ha raggiunto il suo traguardo, ottenendo la sesta medaglia in sei edizioni dei Giochi olimpici invernali, stabilendo un nuovo record, un bronzo che è il coronamento per la ventennale carriera ad altissimo livello dello slittinista di Foiana. L'oro è andato al protagonista più atteso, il tedesco Felix Loch, l'argento all'altro vecchietto terribile dello slittino, il russo Albert Demtschenko.

Per Armin Zöggeler era chiaro fin dalla vigilia di questa edizione dei Giochi che l'oro sarebbe stato un sogno proibito: "Quella medaglia è riservata a Felix Loch, quest'anno è andato così forte che qualsiasi altro risultato sarebbe un'incredibile sorpresa. Gli avversari lotteranno per le altre due medaglie". Insomma, Armin ha vinto la sua medaglia ed ha azzeccato anche il pronostico.

Più che soddisfacente la prova degli altri due altoatesini: Dominik Fischnaller ha chiuso al sesto posto, Emanuel Rieder al 19esimo. Il futuro dello slittino altoatesino è garantito.

Dominik Fischnaller è davvero soddisfatto del suo piazzamento: "Sono molto contento di questo sesto posto - dice - non avrei mai pensato di arrivare così davanti, perché in ogni run ho commesso un errore. Ma una medaglia sarebbe stata fuori dalla mia portata anche se avessi fatto quattro manche perfette".


 

ZÖGGELER: "QUESTA MEDAGLIA MI LASCIA SENZA PAROLE"

L'Italia è commossa dall'ennesima impresa di Armin Zoeggeler, ma il più emozionato alla fine è proprio lui. "Sono senza parole per questa nuova impresa - dice - Sicuramente mi ha aiutato l'esperienza, ma anche il team è stato importante. Ho capito che potevo conquistare un'altra medaglia dopo la prima manche e allora ho continuato a fare del mio meglio per raggiungere questo risultato. Conserverò questa slitta assieme a quella di Torino 2006, a casa mia, perché questa è stata la gara più bella, assieme a quelle di Torino e Salt Lake City. Ho un buon rapporto con la mia slitta: dopo mia moglie, è la persona con cui parlo di più. Le Olimpiadi sono sempre un'occasione particolare, anche solo per il fatto che si fanno quattro discese e questo rende la gara molto impegnativa. E so quale genere di pressione si raggiunge".

Il bronzo lo soddisfa appieno: anzi, Armin fa i complimenti agli avversari che l'hanno battuto: "Sì, perché sono stati davvero velocissimi", dice il 40enne di Foiana.

Domanda d'obbligo: e adesso? Si ritirerà? "Ho ancora una gara qui a Sochi a cui pensare, poi andrò a casa, mi riposerò un po', finirò la stagione e poi penserò al mio futuro – conclude - Vent'anni sono passati molto velocemente dalla mia prima medaglia olimpica, ho fatto tante esperienze, sono cresciuto come uomo e ho viaggiato molto. Il tempo è volato, quasi non me ne sono accorto. È bello che ci siano dei giovani che crescono bene, ma non è giusto che la loro storia sia paragonata alla mia. Fischnaller è molto bravo, è giovane ma farà la sua strada, che non è la mia".

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